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Tatuaggi in Giappone, perché vengono associati alla mafia?

Tatuaggi in Giappone

I tatuaggi in Giappone hanno da sempre avuto un significato molto importante. Ma cosa può celarsi dietro ad un tatuaggio? Perché i tatuaggi in Giappone vengono associati alla mafia?

L’arte dei tatuaggi in Giappone

Tatuaggi in Giappone

L’Irezumi, cioè l’arte dei tatuaggi, ha una lunga storia in Giappone, che affonda le sue radici a migliaia di anni fa. Durante il periodo Jomon ( dal 10.000 a.C. al 300 a.C. ) i tatuaggi cominciarono ad essere utilizzati per scopi decorativi e spirituali.

Ad oggi invece, i tatuaggi sono assolutamente malvisti nella società giapponese, tanto che in alcuni luoghi pubblici, tra cui piscine, palestre e onsen, è comune trovare cartelli di divieto di accesso indirizzati alle persone tatuate.

Non importa quanto sia grande il tatuaggio, il marchio sul corpo potrebbe comunque negare l’accesso ai tatuati in alcuni luoghi.

Perché i tatuaggi vengono associati alla mafia?

Tatuaggi

Ma per quale motivo i tatuaggi in Giappone vengono banditi? La ragione principale è l’associazione di questi al mondo criminale.

Infatti, nella Yakuza, la nota mafia giapponese, tra gli affiliati è pratica comune tatuarsi e così i tatuaggi hanno assunto una connotazione estremamente negativa.

E’ chiaro che oggi i tatuaggi non vengono fatti soltanto dai gangster, ma anche da molti personaggi dello spettacolo e ragazzi giovani che decidono di fare un tatuaggio per ragioni estetiche. Bensì, i pregiudizi non sono ancora stati abbattuti.

Oltre ad essere associati con la Yakuza, ci sono altre ragioni che hanno causato quest’ideologia negativa dei tatuaggi. Infatti, nel periodo Edo i tatuaggi venivano utilizzati per “marchiare” i criminali che avevano compiuto delle azioni molto gravi.

Alla luce di tutto ciò, è buona norma cercare di non mettere troppo in mostra i tatuaggi durante un viaggio in Giappone.

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