Oggi ti invito a varcare una soglia invisibile, quella che conduce nel cuore segreto di Lombok, dove vive il popolo Sasak. È come entrare in un sogno: il vento che accarezza i campi di riso, il profumo del legno che arde nei villaggi, i sorrisi timidi che custodiscono antiche memorie.
Chi sono i Sasak? Sono l’anima pulsante dell’isola, quasi due milioni di persone che vivono nella zona centrale e orientale. Un popolo che porta con sé tradizioni millenarie, parole di una lingua unica, gesti tramandati come rituali, case che sembrano crescere dalla terra stessa.
Tra colori, canti e silenzi, i Sasak hanno saputo proteggere la loro essenza, scegliendo di vivere in armonia con la propria storia. Visitare un villaggio Sasak significa fare un viaggio nel tempo: un mondo sospeso, dove ogni passo ti riporta nell’antichità e ogni dettaglio è ricco di autenticità.
Indice dei contenuti
La popolazione Sasak


La società Sasak è prevalentemente contadina. Si dedica alla coltivazione dei campi, in particolare del riso, caffè, verdura, canna da zucchero e si occupa anche della raccolta di bambù e noci di cocco.
Alla coltivazione si affianca la lavorazione di manufatti di valore, in particolare tessuti e ceramiche, attività che ha consentito a questo popolo di entrare nell’era dello sviluppo turistico, che negli ultimi anni sta interessando l’isola.
Tradizionalmente più poveri dei balinesi, i Sasak stanno cominciando a trarre qualche vantaggio economico dai propri lavori artigianali che sono considerati tra i più interessanti dell’Indonesia.
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La religione

Pur considerandosi musulmani, i Sasak non seguono l’Islam in modo rigoroso. La religione musulmana è subentrata nella regione a partire dal XIII-XIV secolo, grazie ai primi scambi commerciali con i mercanti arabi.
I Sasak seguono la filosofia del “Wektu Telu”, che in lingua locale significa “ciò che risulta dai tre”. Ma cosa significa? Essi sposano un sincretismo religioso che amalgama vari elementi dell’induismo, in particolare alcune divinità analoghe ai balinesi, dell’Islam e infine dell’animismo, quest’ultimo alla base di tutti i credo locali legati alla celebrazione degli elementi naturali.
Per ciò che concerne l’Islam non seguono l’obbligo di pregare 5 volte al giorno rivolti alla Mecca, né l’obbligo del pellegrinaggio alla Mecca. Inoltre, mangiano carne di maiale e il loro Ramadan dura solamente 3 giorni.

Credono in una trinità composta da Allah, Maometto e Adamo, che rappresentano il sole, la luna e le stelle, ma anche il paradiso, la terra e l’acqua. Allah è il Dio, Maometto il legame fra Dio e l’uomo, Adamo l’essere umano in cerca della spiritualità che lo ricongiunge ai primi due.
Fra i doveri del wektu telu, oltre a credere in Dio, ci sono la resistenza alle tentazioni e al diavolo, la cooperazione e l’amore verso il prossimo.
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Le tradizioni


Il wektu telu segue tradizioni ancestrali e crede che durante la nascita dall’utero escano 4 fratelli: il sangue, l’uovo, la placenta e il liquido amniotico.
La placenta deve essere trattata con estremo rispetto, in modo tale che non si ribelli contro il neonato, dunque si fanno delle offerte, poi la si brucia e con le sue ceneri viene cosparso il bambino.
Dopo 105 giorni dalla nascita si compie la cerimonia del primo taglio di capelli.
Invece, fra i 6 e gli 11 anni i maschi attraversano il rito della circoncisione, comune al mondo islamico ed ebraico, e sono trasportati per le strade dei villaggi su cavalli di legno o leoni creati con fronde di palma.
Booking.comDopo la morte i corpi vengono lavati in presenza di un uomo santo, avvolti in lenzuola bianche e vengono posti su di una piattaforma, mentre intorno si legge il Corano e si pregano gli spiriti degli antenati. Il corpo viene poi riposto sotto terra in un cimitero, con la testa rivolta alla Mecca. Le cerimonie post mortem possono durare fino a 100 giorni!
Dopo 1000 giorni dalla morte, prende vita il Rito Nyiu. Questo rito si celebra con acqua sacra che viene cosparsa sulla tomba; vengono portate delle offerte di oggetti appartenuti in vita al defunto e cibo, così da propiziarne il paradiso.
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Luoghi di culto
Uno dei luoghi di culto preferiti dai Sasak è sicuramente il Tempio di Lingsar, situato non molto distante dalla località di Mataram. Questo tempio è uno dei luoghi di culto che meglio rappresenta il complesso sincretismo religioso della popolazione locale.
Il tempio è diviso su due livelli: uno dedicato ai culti balinesi rivolto alla montagna sacra del Gunung Agung di Bali e uno dedicato ai wectu telu con un lago colmo di pesci sacri, cui periodicamente viene offerto cibo.
In una parte del tempio trovano posto alcuni specchi donati da uomini d’affari cinesi come auspicio di buona fortuna. Si trovano poi diverse pietre avvolte in stole di stoffa che seguono i riti animisti.
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Villaggio di Sasak a Lombok


Ora probabilmente ti starai chiedendo: com’è possibile poter conoscere questa popolazione da vicino? Si può vivere un’esperienza in un villaggio Sasak a Lombok? Sì è possibile e ti consiglio di farlo.
Viaggiare ci insegna a scoprire le culture e le tradizioni dei popoli che visitiamo. Un viaggio non è solo andare alla scoperta dei siti più belli, delle spiagge più belle o delle isole più belle. Viaggiare è, soprattutto, inebriarsi dei volti dei popoli che ci ospitano, dei loro sorrisi, delle loro parole e dei loro racconti che devono essere ascoltati e custoditi nel proprio cuore come ricordi indelebili!
Dunque, di seguito trovi alcune escursioni che ti consentiranno di fare delle esperienze autentiche (oltre alla conoscenza del popolo Sasak) e che ti consiglio di prenotare prima di partire per il tuo viaggio a Lombok:
- Itinerario culturale privato dei villaggi Sasak;
- Tour privato dell’ovest di Lombok;
- Trekking di 4 giorni a Lombok;
- Escursione privata a Gili Meno e Gili Trawangan;
- Itinerario privato di trekking al cratere Senaru in 3 giorni;
- Escursione alle cascate di Senaru;
- Escursione privata a Pink Beach;
- Rafting sul fiume Jangkok;
- Tour privato di Lombok.
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